Saturday, February 23, 2008

Message For A Christening Card

Lettera aperta di Olga, una ragazza disabile: “La nostra vita, mio caro Ferrara, è amara”

(Roma) ”Io vorrei scrivere a Ferrara, ma siccome non so come raggiungerlo I do not think he has time to open my mail, I write to you hoping that your video pages from the first message to arrive, loud and clear. "

With these words opens the open letter, published on the home page of the "Italian Business" by Olga Andreoli, a disabled girl, who feels - along with his father - you want to say on his' abortion , disability and quality of life of those who, like her, he finds himself living an existence undermined. In reference to the case of Naples, Silvana, writes:

"The unborn child was suffering from Klinefelter syndrome, which has a complex clinical picture, but certainly not tragic as many genetic diseases, however, often associated with intellectual level character disorders usually lower than normal. I am an expert on the subject a bit 'because, as my father and all those who know me, are temperamentally much pain in the ass but also because, as a result of childbirth gone wrong, I had cerebral palsy that results in an intellectual level below my expectations.

Not that I'm just 'dumb' but really I can not handle many variables at the same time when I have to articulate a discourse or reasoning. I am a simple person who understands the essentials. I can assure you as an expert in Ferrara that people with disabilities, beyond the existence di strutture assistenziali, sono sole, sono umanamente sole, non hanno con chi compartire la propria esistenza malandata”.

E proprio in risposta a Ferrara, alla sua convinzione che una donna abortisce solo perché non incontra sulla sua strada “procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non è sola, che la comunità si associa a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico”, in risposta a tutte le certezze cieche, e proprio perché tali sciocche, di chi parla senza conoscere realmente e a fondo il problema, Olga sente di dover parlare. Di dover raccontare.

“Noi, handicappati italiani, siamo fortunati perché gli italiani sono brava gente e in molti batte un cuore caldo: siamo il paese più solidale al mondo e sono milioni le persone che fanno volontariato partendo dalle più varie motivazioni”, eppure - spiega - neanche il migliore tra i volontari “riuscirà mai a raggiungere con noi la prossimità dell'amore che quello vero è senza motivo.
La nostra vita, per farla breve Ferrara mio caro, è amara. E soli sono i nostri genitori ed amara è la loro vita: il rifiuto della maternità di quella signora è più che comprensibile”.

Questa lettera non può lasciare indifferenti, ed è tanto più nitida e incontrovertibile, The more distant from the empty talk that has been done in recent days on the issue of abortion. This view also Angelo Fasani, president of Anffas Milan (Association of Families of intellectual disability and Relational), according to which, however, plays a key role the entire media system, which has to regain its information function, rather than fueling the controversy sterile .
The concept of normality is resistance in the reflection of Fasano, worried about falling into bad normality equation = perfection. "For normal - he said - no mean the stereotype of the perfect person, but the normality of those who can live a good life even if in presenza di certi limiti”, limiti con i quali solo a volte è dato convivere con umana dignità.

La libertà di scelta, dunque, è un valore inalienabile da difendere in modo assoluto, ma libertà significa anche essere in condizione di decidere con consapevolezza, e alla luce di una reale ed onesta informazione. Nell'inseguire un dibattito superficiale, invece, i media non sanno più fornire indicazioni “che consentano di affrontare le situazioni, di decidere con cognizione di causa". Maggiore informazione, dunque, chiede Fasano.
E maggiore responsabilità nell’affrontare temi sensibili del vivere civile, che ci riguardano tutti, e che meritano il meglio della nostra attenzione. Parlare senza cognizione, senza mettere se stessi in discussione, senza incontrare “l’altro”, è sempre, comunque, sterile. Perciò, dice Olga, Giuliano Ferrara “non può veramente aprir bocca sulla scelta della signora di abortire, perché non sa di cosa sta parlando”.

E provoca: Se volesse imparare per poter parlare con cognizione di causa, potrebbe prendermi in affido temporaneo, farmi vivere con lui, insegnarmi il mestiere di giornalista (a me piace molto scrivere), darmi da mangiare; insomma avermi sul gobbo per un paio d'anni almeno. Alla fine credo che diventerà così competente che senza dubbio potrà riuscire un ottimo ministro della sanità, un carismatico ed intelligente membro della comunità che si associa alle persone che vivono nel dolore e parla anche in loro nome. Per il momento però stia zitto”.
Maria Cristina Giovannini
Delt@

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